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INIZIATIVE
PER L'INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI DISABILI
Analisi dei bisogni dell'integrazione
Nel Circolo è presente un gruppo di lavoro, composto da insegnanti di
sostegno e di classe, che ha il compito di predisporre gli strumenti e
coordinare le attività a favore degli alunni in situazione di handicap.
Da alcuni anni è stato elaborato un questionario per effettuare un’analisi
dell'ambiente scuola relativa ai bisogni dell'integrazione.
Il questionario, revisionato e compilato nel mese di maggio 2002 dalle
insegnanti per ogni alunno in situazione di handicap, mette in evidenza i
bisogni legati alle strutture, alle relazioni, all'apprendimento, ai rapporti
con le famiglie e l'Asl.
Per quanto riguarda i bisogni legati alle strutture si
evidenziano, in quasi tutti i plessi, problemi di barriere architettoniche
interne ed esterne.
Ogni plesso è dotato di spazi (laboratori, aula di psicomotricità) e sono
presenti materiali e risorse informatiche idonei al recupero delle difficoltà
di apprendimento.
Dalla lettura dei dati relativa ai bisogni legati alle relazioni
emerge in generale una situazione di collaborazione con la famiglia e di buon
rapporto con i compagni e gli insegnanti. Negli allegati di analisi dei
questionari, che sono periodicamente revisionati dal gruppo di lavoro specifico,
sono espressi graficamente i dati di ogni rilevazione.
Gli incontri con gli operatori dell’ Asl sono poco frequenti a causa della
mancanza di personale, ma ogni anno per la stesura o l’aggiornamento del
Profilo Dinamico Funzionale le insegnanti si consultano con lo psicologo, la
neuropsichiatra e/o la logopedista.
L’area dell’apprendimento mostra un’organizzazione spesso a classi
aperte dove la programmazione individualizzata viene integrata con quella di
classe e/o di plesso. L’insegnante di sostegno è una figura indispensabile
per far fronte alle diverse esigenze del bambino in situazione di handicap
(tempi di attenzione limitati, bisogno di gratificazione, sostegno alla
motivazione, difficoltà di relazione…).
E' inoltre opportuno sottolineare la particolare situazione del plesso di
Bussana in cui si trovano inseriti a scuola alunni provenienti dall’Istituto
"Sacro Cuore" che ospita bambini orfani o in situazioni di grave
disagio o in situazione di handicap (servizio di pronta accoglienza).
Il contesto scolastico in cui ci si trova ad operare richiede la costruzione
di un ambiente educativo di apprendimento che consideri basilare la diversità,
l’integrazione delle competenze, il rispetto dell’identità, la
valorizzazione dei percorsi personali, accogliendo così il bambino disabile
come portatore di novità e risorse per il cammino educativo di tutti.
Scelte didattiche
In un’ottica di integrazione viene predisposta un'organizzazione basata su
stili collaborativi, convinti che le risposte che la scuola deve offrire vanno
oltre l'handicap: verso un'attenzione speciale alla diversità di tutti.
Tutto i docenti sono concordi nel ritenere essenziali i seguenti principi:
l’integrazione
scolastica ha come obiettivo lo sviluppo delle potenzialità della persona
handicappata nell’apprendimento, nella comunicazione, nelle relazioni e nella
socializzazione;
l’esercizio
del diritto all’educazione e all’istruzione non può essere impedito da
difficoltà derivanti dalle disabilità connesse all’handicap;
il
Profilo Dinamico Funzionale ed il Piano Educativo Personalizzato (P.E.P) sono
parte integrante della programmazione del team docente;
i
P.E.P. mirano a promuovere il massimo di autonomia, di acquisizione di
competenze e di abilità espressive e comunicative e fin dove è possibile, il
possesso di basilari strumenti linguistici e matematici;
il
gruppo offre occasioni di imitazione, rinforza i risultati raggiunti e, la
relazione interpersonale adulto/bambino facilita l’integrazione con il gruppo;
l’adulto
non si sostituisce al bambino, ma struttura l’ambiente attraverso quelle
facilitazioni che permettono al bambino stesso di raggiungere i propri
obiettivi;
ogni
attività è organizzata in modo da rispettare i tempi del bambino, il gruppo
rispetta i tempi individuali integrandoli con quelli collettivi;
lo
spazio viene destrutturato in funzione delle attività, i bambini sono attivi
nella sua gestione;
nel
gioco il bambino attiva le competenze raggiunte;
in
base all’handicap verranno definite regole di mediazione condivise da tutti
gli insegnanti;
la
valutazione dei risultati scolastici degli alunni in situazione di handicap è
rapportata ai ritmi ed agli obiettivi formativi individualizzati perseguiti nell’azione
didattica;
l’esperienza
scolastica deve potersi sviluppare secondo un percorso unitario e
fondamentalmente continuo, quanto più possibile in armonia con i ritmi di
maturazione e di apprendimento propri del soggetto.
Per ogni bambino in situazione di handicap, viene elaborato un fascicolo
personalizzato che agevoli il lavoro di osservazione, ipotesi e valutazione dell’attività
dell’insegnante di sostegno e permetta la verifica delle abilità dell’alunno.
Il fascicolo attualmente utilizzato è così articolato:
anamnesi familiare e personale dell’alunno
organizzazione della scuola
indicazioni per l’individuazione degli obiettivi negli
ambiti disciplinari
raccolta dei dati sulle competenze di base e sociali
ipotesi di attività e relative osservazioni sui comportamenti e gli
aspetti dell’apprendimento
suggerimenti e proposte per l’anno successivo.
Poiché ogni alunno presenta una sua specificità gli obiettivi e le
attività verranno stabilite dal team docente in sede di programmazione dopo
un'attenta indagine conoscitiva del caso.
Vi sono però alcuni aspetti alla base di ogni singola programmazione che
risultano condivisi da tutti gli insegnanti :
attuare precoci interventi atti a prevenire il disadattamento e
l'emarginazione;
credere nel potenziale umano (con una corretta azione educativa e
riabilitativa è possibile lo sviluppo completo del disabile);
programmare esperienze attive (mettere in atto tutte le potenzialità
sollecitandole continuamente all’attività);
rinforzare le occasioni (gli apprendimenti sono labili e non riescono a
divenire strumentali se non vengono rafforzati e accompagnati da
gratificazioni e rassicurazioni);
affermare la funzione dell'integrazione (le esperienze devono venire
effettuate a contatto con la realtà di tutti i giorni);
comprendere l'importanza della percezione;
progettare lo sviluppo della sensorialità;
capire come l'attività motoria sia fondamentale per lo sviluppo cognitivo
(l'attività locomotoria, la prensione, la coordinazione sono capacità
essenziali per lo sviluppo delle potenzialità dell'individuo).
Il disabile, inserito in un contesto socio-culturale, ha la necessità di
riuscire ad interagire con gli altri e di decodificare l’ambiente e il mondo
circostante.
E' quindi fondamentale la formazione di segni di comunicazione e lo sviluppo
di un linguaggio che consenta al bambino portatore di handicap di scambiare
emozioni, informazioni e richieste, che gli consenta di sentirsi compreso.
L'insegnante di sostegno
La capacità di fornire un sostegno di qualità è una componente
fondamentale che si attua passando attraverso alcune fasi: ascolto e
osservazione, attenzione, guida e rimozione di ostacoli, organizzazione di forme
di sostegno (strategie).
La professionalità dell'insegnante di sostegno si esplicita anche
attraverso:
la funzione di specialista delle problematiche (attraverso osservazioni
sistematiche, registra le difficoltà dei bambini e le potenzialità da
sviluppare);
la funzione di coordinatore e collaboratore (la programmazione degli
interventi a favore degli alunni in situazione di handicap viene effettuata
collegialmente con il team di classe e/o di plesso);
la funzione di documentazione (consente di elaborare percorsi che possono
essere consultati e fatti oggetto di riflessione).
Valutazione dei processi e degli apprendimenti
Una delle iniziative considerate prioritarie è l’esame puntuale delle
difficoltà e delle potenzialità d'ogni alunno in situazione di handicap.
La stesura degli indicatori di comportamento e l’attribuzione di una scala
di padronanza non esaurisce certamente l’insieme delle osservazioni che è
opportuno fare per ogni alunno ma in ogni caso ne definisce con precisione
alcuni ambiti permettendone il confronto e la comunicazione.
Ogni docente valuta il livello di età e gli indicatori più opportuni per l’alunno.
Il fascicolo dei descrittori presenta la seguente struttura.
Età di riferimento 3 - 6 anni
AUTONOMIA DI BASE (educazione sfinterica, autonomia nel mangiare, autonomia
nel vestirsi, igiene personale, autonomia negli spostamenti, autonomia nel
gioco)
SVILUPPO PSICOMOTORIO (coordinazione statica, coordinazione oculo-manuale e
motricità fine, coordinazione dinamica generale,controllo postulare,
organizzazione percettiva e spazio temporale)
COMUNICAZIONE NON VERBALE (intenzionalità comunicativa, comunicazione mimico
- gestuale, comunicazione iconica, comprensione)
COMUNICAZIONE VERBALE (produzione e comprensione)
Età di riferimento 6 - 8 anni
AUTONOMIA (sviluppo psicomotorio, coordinazione e controllo, organizzazione
spazio, temporale, lateralità )
COMUNICAZIONE VERBALE E SCRITTA (ascolto e parlato, produzione scritta,
lettura e comprensione)
CAPACITÀ LOGICO MATEMATICA (operazione di inclusione, seriazione, concetti
matematici: numeri, operazioni)
Età di riferimento 9- 11 anni
AUTONOMIA
SVILUPPO PSICOMOTORIO (coordinazione e controllo, organizzazione spazio-
temporale)
COMUNICAZIONE VERBALE E SCRITTA (ascolto e parlato,
produzione scritta, lettura e comprensione)
CAPACITÀ LOGICO MATEMATICA (concetti generali matematici, problemi,
geometria e misura, denaro)
MEMORIA
Il fascicolo sulle competenze sociali prevede un’osservazione
relativa all’attenzione, alle motivazioni e agli atteggiamenti, alle strategie
di pensiero, all’autocontrollo, alle relazioni, all’assertività ed ai
comportamenti a rischio.
Il fascicolo degli indicatori viene compilato all'inizio e alla fine
dell'anno permettendo così di analizzare il percorso e l'efficacia
dell'intervento didattico.
Non si vuole negare la notevole varietà delle cause di deficit e delle
situazioni di handicap evidenziate in ogni caso dalle diagnosi funzionali, ma ci
sembra utile poter leggere le difficoltà d'apprendimento che si esprimono nell’ambito
delle competenze di base richieste per un proficuo percorso scolastico.
Questa analisi è soprattutto utile per evidenziare per ogni alunno gli
aspetti positivi e quelli da potenziare, per intervenire in modo specifico e non
generico e verificare con maggior precisione i risultati ottenuti.
Progetti integrazione alunni in situazione di
handicap del 3° Circolo Didattico di Sanremo
Progetti prevenzione e recupero insuccessi educativi
Corso di Aggiornamento a
carattere provinciale per i docenti di ogni ordine e grado dal titolo
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